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Emergenza clima, ora il turismo deve essere responsabile
A Roma è stato fatto il punto sull’emergenza clima in Italia. Anche Italia Turismo CIDEC si schiera per salvare il patrimonio italiano.
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Bisogna reagire e insieme dare una mano all’ambiente se vogliamo proteggere anche il turismo. Ora più che mai noi operatori del settore turistico dobbiamo fare squadra e impegnarci ecologicamente per salvare i nostri mari e tutto l’ecosistema. È da anni che i turisti chiedono di partecipare alla tutela del Pianeta, scegliendo un modo di viaggiare responsabile e strutture attente a questi aspetti. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare.”   
Queste le parole del presidente nazionale di Italia Turismo CIDEC, Paolo Esposito, di fronte all’emergenza climatica che in questi giorni è stata oggetto di analisi e studio da parte di scienziati e Governo alla prima Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici promossa dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Apat).
In Italia l’emergenza è ancora più rovente, visto che la temperatura è aumentata a un ritmo quattro volte più veloce che nel resto del mondo, le piogge sono diminuite del 5% nell’ultimo secolo e avanza la siccità.
Per il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “è essenziale che l’Europa parli con una sola voce”, mentre il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha chiesto un piano nazionale di sicurezza ambientale.
Tra i nodi dell’emergenza: le coste, in arretramento di un chilometro su tre, con ben 33 aree costiere che potrebbero essere sommerse nei prossimi decenni; il mare, dove scatta l’allarme per l’Adriatico, che rischia di diventare una palude salmastra da Trieste alla Puglia, e per il Mediterraneo, che potrebbe trasformarsi in un bacino chiuso come il mar Nero, a causa del riscaldamento delle acque marine che bloccherebbe la Corrente del Golfo di Trieste; i ghiacciai, che hanno perso parte del loro volume, in particolare il ghiacciaio del Gran Paradiso, quello del Soches-Tsanteleina e il Lavassey.
“Alla luce di questi cambiamenti” afferma con vigore Paolo Esposito “non si può tentennare o rimanere nell’ombra. È necessario agire al più presto, studiando nuovi materiali per la costruzione degli edifici turistici, attivando campagne di sensibilizzazione dei turisti e del personale delle  strutture ricettive, promuovendo incentivi per l’utilizzo di energie alternative”.

13.09.2007 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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