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Conferenza della Repubblica
Avviato il percorso per istituire un nuovo modello organizzativo
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Con il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio, si avvia il percorso per istituire la Conferenza della Repubblica, un nuovo modello organizzativo che assorbe al suo interno e sostituisce le attuali conferenze: Conferenza Stato-Regioni, Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali e Conferenza unificata. Il provvedimento individua nella Conferenza della Repubblica la nuova sede di confronto, concertazione e attuazione del principio di leale collaborazione tra lo Stato e le autonomie regionali e locali. Con l’istituzione della Conferenza della Repubblica vengono definiti tempi e procedure più celeri nell’esame dei provvedimenti, oggetto di confronto tra Stato, Regioni ed Autonomie locali. In merito al funzionamento della Conferenza, spetta ai decreti delegati disciplinare le modalità di votazione delle sedute, stabilire termini perentori per l’acquisizione dell’assenso delle autonomie regionali e locali sui provvedimenti del Governo, nonché disciplinare i casi di mancata partecipazione ovvero di astensione alla votazione alle sedute della Conferenza della Repubblica e delle Sezioni, secondo criteri di semplificazione e celerità, stabilendo la validità della votazione sulla base dei presenti. Al fine di migliorare i lavori della Conferenza e delle Sezioni, si prevede: - l’istituzione di commissioni permanenti politiche, suddivise per settori, con il compito di esprimere la propria posizione ai fini della deliberazione della sede plenaria e delle Sezioni; - l’introduzione di una disciplina della fase istruttoria delle sedute della Conferenza della Repubblica e delle Sezioni, svolta mediante le riunioni tecniche preparatorie, prevedendone forme di pubblicità e stabilendo la necessità della conclusione dell’istruttoria tecnica ai fini dell’iscrizione degli argomenti all’ordine del giorno della Conferenza, delle Sezioni e delle commissioni; - la costituzione di gruppi di lavoro nell’ambito della Conferenza della Repubblica e delle Sezioni, con compiti di approfondimento istruttorio sia tecnico che politico. CONTESTO DELLA RIFORMA Dopo l’entrata in vigore del riformato Titolo V della Costituzione, la Corte costituzionale ha riconosciuto al sistema delle Conferenze un ruolo sempre più qualificato nell’elaborazione di regole per integrare il parametro della collaborazione interistituzionale, mediante il confronto tra i diversi livelli di governo costituzionalmente previsti. Ma l’attuale assetto del sistema delle conferenze, alla luce di questa riforma, necessita di un adeguamento organizzativo e funzionale. Il disegno di legge, pertanto, tiene conto del complesso interagire dei soggetti costitutivi la Repubblica e intende far fronte alle esigenze di negoziazione e mediazione politica fra Governo e autonomie territoriali, così come scaturiscono dal “nuovo” Titolo V della Costituzione e dalla successiva giurisprudenza applicativa della Corte costituzionale. Per approfondimenti: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/conferenza_repubblica/compiti.html

24.02.2011 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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