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Sostenibilità e turismo a impatto zero sono parole chiave alla Bit di Milano al convegno “Ecolabel per le strutture ricettive”
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Sostenibilità e turismo a impatto zero sono parole chiave anche alla Bit di Milano, nell’ambito del convegno “Ecolabel per le strutture ricettive”, organizzato dal Comune di Milano e dall’associazione Ideaazione. Risparmio idrico, riduzione dell’inquinamento acustico, lampade a basso consumo: recenti indagini affermano che il 70% degli italiani gradisce servizi turistici eco-compatibili. Ma come si trasforma il proprio hotel in un hotel rispettoso di ambiente e territorio? Il 18 febbraio alla Borsa Internazionale del Turismo a Rho, nel quartiere fieristico, docenti e addetti ai lavori hanno discusso sul marchio Ecolabel. Opportunità o flop? Le strutture turistiche che si fregiano del marchio ecologico europeo, come riporta il sito www.greenews.info, si distinguono per l’impegno verso la salvaguardia dell’ambiente e della salute umana. L’adozione di misure di carattere ambientale richiede tempi e sforzi, ma contribuisce a mettere a nudo quelli che sono, sotto il profilo ecologico ed economico, punti di debolezza di una struttura turistica. Ma esistono vantaggi di costo legati all’eco-efficienza. La riduzione del consumo di risorse naturali come combustibili fossili, energia ed acqua consente, a fronte di un investimento iniziale, una riduzione considerevole dei costi nel medio e lungo periodo. La visibilità dell’etichetta ecologica europea rappresenta inoltre, per le strutture che la ottengono, una forma ulteriore di pubblicità e un fattore di scelta discriminante, soprattutto da parte dei turisti più sensibili al rispetto ed alla salvaguardia dell’ambiente. Si intravede sempre di più un’Italia sensibile ai  servizi offerti, anche a seguito dell’adozione di misure per la tutela del territorio. I NUMERI Secondo i dati raccolti dall’Ispra nel 2000 erano sei le licenze Ecolabel rilasciate in Italia, nel settembre 2008 sono diventate 218 e 3.503 i prodotti certificati. Per quanto riguarda la ripartizione delle aree geografiche, le licenze concesse si concentrano soprattutto al Nord con il 74% di marchi certificati, 19% al Centro, mentre il Sud è ancora fermo al 6%. Ma in futuro si prevede una crescita più veloce delle certificazioni ecologiche. SEGNALI DALL’UNIONE EUROPEA Il Sesto Programma Comunitario di Azione per l’Ambiente fissa priorità e obiettivi della politica ambientale della UE fino al 2012. Si concentra su cambiamento climatico, biodiversità, ambiente e salute, gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, quattro punti su cui intervenire attraverso cinque assi di azione strategica: migliorare l’applicazione della legislazione vigente, integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche, collaborare con il mercato, tener conto dell’ambiente nelle decisioni in materia di assetto e gestione territoriale, coinvolgere i cittadini aiutandoli a modificare il loro comportamento. Obiettivo del Programma comunitario, quindi, è l’educazione dei consumatori che, attraverso una accessibile e corretta informazione in materia di ambiente, potranno scegliere i prodotti più ecologici, orientando il mercato e migliorando la qualità della vita. Tra gli strumenti idonei per attuarlo viene citato anche l’Ecolabel.

22.02.2011 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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