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Il peso della crisi sul turismo
Un anno da dimenticare per la principale “industria” italiana secondo Agriturist, l’associazione agrituristica di Confagricoltura.
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Un anno da dimenticare per la principale “industria” italiana secondo Agriturist, l’associazione agrituristica di Confagricoltura. Secondo la presidente Vittoria Brancaccio sono necessari interventi profondi e di lungo periodo, ma l’agriturismo è stato dimenticato. “Sul turismo, bisogna stare attenti a non dare per acquisiti progressi che, al momento, sono tutti da verificare” esordisce la presidente Brancaccio. “Lo stesso Osservatorio Nazionale del Turismo, istituito dalla presidenza del Consiglio con il compito di studiare, analizzare e monitorare le dinamiche socio-economiche del settore, conferma che il turismo italiano è in seria difficoltà.” Secondo Agriturist la situazione, sul finire di un annus horribilis, è seria. Aggiunge Brancaccio: “Il Governo si è mosso molto, ma solo con progetti episodici, con risultati spesso deludenti, come nel caso dei buoni vacanze. Occorre invece concentrare le poche risorse finanziarie disponibili su iniziative di lungo termine, che incidano efficacemente sui costi di gestione delle imprese, sulla formazione degli operatori, sulla qualità del territorio e dei servizi, sulla destagionalizzazione della domanda”. I DATI Agriturist esamina le cifre sull’occupazione delle camere diffuse dall’Osservatorio (www.ontit.it) per il trimestre luglio-settembre 2010: in luglio -3,2%, in agosto -6,0%, in settembre +0,5%; l’agriturismo, secondo questa rilevazione, sarebbe il settore più penalizzato, con un -18,6% riferito al trimestre. A questo si aggiunga che, sempre secondo l’Osservatorio, nel periodo gennaio-settembre, soltanto tre mesi (aprile, giugno e settembre) hanno fatto registrare incrementi di domanda, peraltro modesti (in media +0,8%), mentre in tutti gli altri mesi la domanda è in flessione, anche rilevante, con punte negative più sensibili per l’extralberghiero. Infine, si deve considerare che negli ultimi due anni la domanda è stata fortemente incentivata dalla riduzione dei prezzi, il che ha prodotto un taglio al reddito delle imprese nell’ordine del 12%. L’unico dato confortante, che riguarda però solo il primo semestre dell’anno e non risente quindi del forte calo di presenze della stagione estiva, è l’aumento (+5,3%) della spesa turistica degli ospiti stranieri stimato dalla Banca d’Italia. LE PROMESSE E I RITARDI In occasione della Conferenza Nazionale del Turismo dello scorso ottobre, il ministro Brambilla ha annunciato un grande progetto per il rilancio del turismo italiano. Notizia ovviamente positiva, secondo Agriturist, salvo poi valutare il progetto nel merito e soprattutto verificarne la concreta attuazione. Un altro grande progetto, quello del rilancio del chiacchierato sito ufficiale del turismo italiano, www.italia.it, ha infatti riservato sgradevoli sorprese: “Tanti soldi spesi, circa 9 milioni di euro” precisa Brancaccio “e tante inaccettabili dimenticanze”. “Nello scorso aprile abbiamo chiesto al ministro di indicare, fra le informazioni sul dove dormire, anche il settore extralberghiero, che rappresenta oltre metà dei posti letto turistici disponibili in Italia. A sette mesi di distanza, nonostante i reiterati solleciti, l’extralberghiero, e con esso l’agriturismo, resta incomprensibilmente ignorato. Abbiamo anche segnalato che l’indicizzazione di www.italia.it sui motori di ricerca di internet è praticamente nulla, che l’agriturismo e il turismo rurale, fra le diverse idee di viaggio, non esistono, che la rivista online è ferma al febbraio scorso. Prima di affrontare nuovi progetti impegnativi, sarebbe dunque il caso di gestire efficacemente quelli già in atto, almeno per gli aspetti più semplici.” Nel Codice del Turismo approvato dal Consiglio dei Ministri, inoltre, tra i circuiti di eccellenza ci sono mare, montagna e laghi, ma non il turismo in campagna, nonostante sia un segmento non trascurabile dell’offerta italiana. “Già così l’obiettivo di raddoppiare entro fine legislatura l’incidenza del PIL del turismo su quello complessivo del Paese, indicato a maggio 2009 dal presidente del Consiglio” conclude Brancaccio “appare più che una chimera. L’instabilità del quadro politico non può che aggiungere ulteriori motivi di seria preoccupazione sul futuro del turismo italiano”.

06.12.2010 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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