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Dobbiamo ripensare il turismo in Italia
Gli operatori sono tutti d'accordo: sono necessarie nuove strategie per lo sviluppo della risorsa turistica nel nostro Paese
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Sono necessarie nuove strategie per lo sviluppo della risorsa turistica nel nostro Paese: tutti concordi su questo punto i numerosi relatori intervenuti al convegno “Opportunità, sviluppo, programmazione, interventi e prospettive per rilanciare il turismo in Italia”, tenutosi il 15 ottobre a Roma, nella Biblioteca del Senato. Nella foto: il vice presidente ADAC per il turismo Max Stich (a sin.) in compagnia del ministro al turismo Michela Vittoria Brambilla, del presidente della X Commissione del Senato Cesare Cursi e del presidente Italia Turismo CIDEC Paolo Esposito.

Un incontro per ripensare il turismo, la promozione, il sostegno alle imprese e la credibilità del Brand Italia. Un convegno per riflettere e ripartire poi su basi rinnovate, prendendo spunto da dati incoraggianti che possono dare lo sprint per fare meglio in futuro. L’Italia si classifica al quarto posto nel mondo per gli introiti monetari provenienti dal turismo (42,7 miliardi di dollari) e nella graduatoria del Country Brand Index 2008, al quinto posto come destinazione per gli arrivi con 43 milioni di persone e 163,5 milioni di presenze, al primo posto come meta più desiderabile per l’arte, la cultura e il food.
Ma non è tutto oro quel che luccica. Il Word Economic Forum, nel Travel & Tourism Competitiveness Report 2008, colloca il nostro Paese al 28esimo posto della graduatoria mondiale per competitività nel settore turistico. Posizione che, seppur migliore del 46esimo posto come sistema Paese nel Global Competitiveness Report 2007-2008, qualche riflessione la deve pur ispirare secondo il senatore Cesare Cursi, presidente della X Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato e presidente della Consulta Nazionale Politiche Sociali e Sanità del Popolo della Libertà.

Per il Convegno del 15 ottobre a Roma, nella Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Sala Capitolare in Piazza della Minerva, organizzato proprio dalla Presidenza della X Commissione del Senato, è stato scelto un titolo che è tutto un programma: “Opportunità, sviluppo, programmazione, interventi e prospettive per rilanciare il turismo in Italia”. L’evento ha goduto del patrocinio del Ministero del Turismo e dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero.  Rappresentanti del mondo politico e dell’imprenditoria hanno parlato di promozione all’estero, programmazione, grandi eventi, ruolo di imprese e istituzioni, prospettive del turismo crocieristico e del Made in Italy, commercializzazione e specializzazione del settore, turismo di qualità.
“La riflessione, oltre che essere ad ampio respiro” ha detto Cursi “deve essere soprattutto orientata alla concretezza e alla rapidità d’attuazione. Questa significa che, in termini di competizione sul mercato mondiale dell’offerta turistica, essere il Paese con il maggior patrimonio culturale e con un patrimonio ambientale tra i più affascinanti al mondo non è più sufficiente a mantenere posizioni di leadership. Dal punto di vista della strategia, è necessario aver chiaro che non esiste un solo turismo, ma ce ne sono tanti e diversi tra di loro.”

Il ministro al turismo Michela Vittoria Brambilla ha sottolineato infatti la necessità di agire con strumenti anti crisi in questo settore un po’ dimenticato negli ultimi anni, ma che oggi può aumentare l’occupazione e risollevare l’economia in tempi brevi. “In questo particolare momento si rende ancora più strategico sostenere e promuovere il turismo” ha detto il ministro “strutturando un’offerta in grado di essere competitiva sia dal punto di vista della qualità della nostra ospitalità che dei servizi garantiti ai turisti. E su questo fronte posso confermare che il governo interverrà con durezza perché non si ripetano i gravi episodi di truffe, disservizi e abusi che hanno caratterizzato la scorsa estate a danno di cittadini italiani e stranieri che hanno scelto l’Italia per le loro vacanze. Ognuno di questi episodi ha creato un danno d’immagine al nostro Paese, bene che intendo tutelare e preservare.”
Nonostante i dati dicano che quest’anno è stato negativo per il turismo, paragonandoli a quelli provenienti dal resto dell’Europa e anche del mondo si nota una diminuzione in percentuale molto contenuta rispetto alle altre nazioni. Un dato importante, secondo il ministro, che deve far notare come l’Italia mantenga buone performance nel settore. “La previsione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, di un calo del 6% di arrivi dall’estero, nel nostro Paese è stata assolutamente smentita, visto che abbiamo chiuso solo con un - 2%. Un dato più che esauriente per darci un quadro di come l’Italia sia un punto di riferimento per i turisti di tutto il mondo. Il turismo si riconferma quindi come il nostro primo asset strategico. Il grande appeal della nostra immagine ha e continuerà ad avere importanti conseguenze sull’andamento del nostro turismo come del nostro made in Italy. E quindi sulla nostra economia come sulle nostre imprese e sulla vita dei milioni di lavoratori che in esse operano. Diventa quindi fondamentale intervenire anche sulla comunicazione che del nostro Paese viene fatta dai giornali di tutto il mondo, ed è quello che intende fare il ministro del turismo, con una sorta di pool di comunicazione internazionale che possa agire da ufficio stampa dell’Italia vera, generosa, geniale, creativa. L’Italia delle nostra tante eccellenze che ci ha fatto grandi nel mondo.”

“Dal turismo culturale a quello congressuale” ha continuato Cursi “da quello ambientale a quello enogastronomico, da quello aziendale a quello religioso, da quello nautico a quello termale, da quello camperistico alle crociere e allo shopping, ciascuna delle forme turistiche porta con sé una spesa giornaliera media pro capite diversa per qualità e quantità: dai 111 euro al giorno di spesa media per i turisti d’affari ai 68 euro per i turisti balneari, per esempio. Una varietà di domanda e offerta turistica in grado d’intercettare un pubblico vasto è senz’altro una grande ricchezza, ma anche una grande complessità, visto che ci sono aspettative diverse a cui non si può dare una risposta standard. È, però, un patrimonio tale da dover essere considerato una risorsa strategica per il Paese e sul quale intervenire con azioni legislative e di governo idonee a creare le condizioni per un recupero di competitività e per un nuovo sviluppo della filiera turistica, risorsa strategica per la nostra economia cui non possiamo davvero sottrarci”.
“Il nostro potenziale è elevato” ha sostenuto il presidente dell’ENIT-Agenzia per il Turismo, Matteo Marzotto “ma in passato abbiamo commesso errori sulla promozione e sull’immagine. Un po’ di comunicazione in più e maggiore attenzione a dettagli e contenuti darebbero subito risultati importanti.”
“Grandi eventi e turismo sono grandi opportunità per l’economia del Paese” ha sostenuto il presidente di Federterme Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci “ma richiedono infrastrutture e formazione appropriate. Il sistema turistico italiano ha grandi potenzialità, ma ha bisogno di governance perché è privo di un piano strategico che tenga conto delle esigenze del mercato e delle imprese, di un coordinamento tra i vari stakeholders, di risorse appropriate e certe per sostenere i processi di cambiamento e recupero di competitività. Bisogna considerare anche lo scenario europeo, perché l’inserimento nel Trattato di Lisbona della competenza in materia di turismo, per la quale Federturismo Confindustria si è battuta con successo, è un’opportunità da cogliere a pieno. Un risultato positivo del Semestre di Presidenza europea del Presidente Berlusconi, nel giugno 2004. È giunto ora il momento di richiedere la realizzazione dell’Agenzia europea per il turismo e che abbia sede in Italia”.

“L’Italia è la destinazione migliore per una vacanza, la bellezza dei luoghi e il sorriso delle persone, la cucina eccellente e la cultura fanno di questo Paese una meta di grande attrazione” ha affermato il vice presidente ADAC con delega al Turismo Max Stich, accompagnato a Roma dal referente ADAC per l’Italia e presidente di Italia Turismo CIDEC, Paolo Esposito. “I turisti tedeschi amano l’Italia, i numeri che ho lo confermano. Tour operator come la TUI hanno avuto un calo significativo negli ultimi tempi, i tedeschi hanno reagito alla crisi con la vacanza in Germania, creando quindi una inflessione nei Paesi preferiti come Spagna e Italia. Ma l’Italia per i tedeschi rimane al secondo posto dopo la Germania. Il 48% dei tedeschi la raggiunge in automobile, il 37% con l’aereo. Posso consigliarvi, in qualità di ospite e osservatore dell’Italia, che c’è da investire in particolare nel settore aeroporti, causa spesso di disservizi, ma non si tratta di grosse spese. Gli aeroporti sono i biglietti da visita delle nazioni, quindi migliorare i principali hub è un passo consigliabile e necessario per migliorare il turismo italiano. Un altro argomento sensibile è quello del prezzo: in Germania purtroppo l’Italia è considerata una nazione cara, nella psicologia dei tedeschi c’è questa credenza che vi invitiamo a non sottovalutare. Molto importante è anche concentrare la promozione su tutte le regioni, anche le meno conosciute all’estero, perché l’Italia ha molto da offrire ai turisti”.
Il Paese ha bisogno di una forte promozione turistica e quindi una quantità di denaro sufficiente per farlo. “Siamo scesi in graduatoria” ha spiegato il presidente di “Promuovi Italia”, Maria Concetta Patti “perché il Paese non è più di tendenza, non ci siamo adeguati ai bisogni del mercato, l’azienda turismo è stata un po’ sottovalutata, ma oggi dobbiamo affermare una nostra identità di prodotto. Dobbiamo far diventare l’Italia di tendenza costruendo un progetto rapido, soprattutto per il Mezzogiorno”.
È intervenuto anche il direttore AD Ettore Mocchetti, sostenendo che “bisogna superare le tipologie d’hotel innovative (design hotel, art hotel, etc.), buone cioè per qualsiasi situazione, storia e territorio; è invece necessario inventare un albergo che, integrando le più diverse suggestioni, sappia tradurre nelle mille diverse specificità del genius loci italiano sia le meraviglie della tradizione che gli stimoli della contemporaneità. Bisogna interpretare l’ospitalità come opportunità di rilancio del turismo italiano”.


08.12.2009 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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