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Carovita... salato
I prezzi schizzano in alto. Per il ministro dell’agricoltura Luca Zaia “solo rimettendo al centro la produzione agricola terremo sotto controllo l’aumento vertiginoso dei prezzi”.
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Nel mese di luglio il carovita ha fatto un balzo non da poco, segnando un 4,1%. Questa la stima provvisoria dell’Istat, che confrontata con lo stesso periodo dello scorso anno segnala un po’ ovunque incrementi sostanziali. Il che significa famiglie italiane con l’acqua alla gola ed economia che singhiozza.
La corsa dei prezzi parte dai rincari degli alimentari, con pane e pasta che sono aumentati al 13% e al 25%, e dei prodotti energetici: il diesel ha fatto un balzo del 31,4%, cioè con il prezzo di un pieno di un anno fa oggi rimane a secco un terzo del serbatoio. E, come se non bastasse, in questi mesi estivi ci si mettono anche tabacchi e servizi balneari. Il caro vacanze da solo ha raggiunto l’8%.
Era da 12 anni, dal giugno 1996, che l’aumento dei prezzi non superava la quota del 4%. E anche se l’Italia è in linea con la media europea, la situazione non è affatto rosea. Il premier Silvio Berlusconi mantiene l’ottimismo e annuncia un “drizzone” al Paese per farlo ritornare a competere con i mercati esteri.
E alla vigilia della calura di Ferragosto e delle vacanze per circa 15 milioni di italiani, entra nel vivo della questione il ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. “Le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese, i costi dei prodotti si moltiplicano in maniera esponenziale dai campi alla tavola e, a fronte di tutto questo, gli agricoltori sono sempre più poveri” afferma. “C’è da fare una valutazione di carattere internazionale”.  Così il ministro Zaia commenta i rincari e poi prosegue: “Il settore deve essere messo in grado di produrre. Dobbiamo smetterla con i veti e le quote che ci impediscono di essere autonomi. L’Italia ha tutto: il clima, i terreni, le aziende. Abbiamo i prodotti migliori del mondo. Lasciateci produrre. Dobbiamo proteggerci dai Paesi che fanno dumping”.
E mentre il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola afferma che occorre mantenere alta la guardia sugli aumenti, secondo Zaia il prezzo di stato per il pane “potrebbe essere un’idea”. “Non è una novità, nel senso che il pane comune è ancora qualcosa che dovrebbe esistere” ha dichiarato “il problema è che dobbiamo fare un ragionamento all’interno delle filiere”.
Sul legame territorio e produzioni tipiche, il ministro ha molto da dire. “I marchi Dop sono una risorsa preziosa per il nostro Paese” afferma Zaia “rappresentano le eccellenze del patrimonio agroalimentare, sono un esempio dell’agricoltura di qualità dei nostri territori, contribuiscono a rendere grande il made in Italy nel mondo. Dietro ogni denominazione c’è la storia di un territorio, di un’identità, il sacrificio di molte persone”.
E infine, oltre che tenere sotto controllo i prezzi, un ultimo monito: “Salvaguardare i prodotti locali: aiuta non solo il territorio, ma tutta la nazione”.

08.08.2008 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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