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In Trentino risolto caso Maxi Caravan
Da tempo in Italia regolamenti edilizi comunali contraddicono disposizioni regionali di settore in tema case mobili. Il Trentino ha trovato la soluzione inserendo una norma ad hoc.
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In provincia di Trento, il posizionamento di case mobili all’interno delle strutture ricettive all’aria aperta è disciplinato dalla Legge provinciale 13 dicembre 1990 n. 33 e dal relativo regolamento di esecuzione. In particolare l’art. 2, co. 3, della citata legge stabilisce che il gestore del campeggio possa destinare ai turisti allestimenti stabili e piazzole attrezzate con allestimenti mobili fino al limite del 30% della ricettività. L’art. 12 del regolamento di esecuzione specifica che gli allestimenti mobili sono costituiti da tende, case mobili e mezzi mobili di soggiorno trainabili e facilmente asportabili dalle piazzole.
Nonostante le previsioni normative sopra richiamate, il posizionamento e la permanenza delle case mobili all’interno dei campeggi trentini ha trovato ostacoli e complicazioni “burocratiche”, spesso senza giustificazione e fondatezza. Alcune amministrazioni comunali, infatti, hanno notificato ai gestori ordinanze di rimozione delle case mobili, mentre in altri casi sono stati anche rilevati regolamenti edilizi comunali che prevedono disposizioni in base alle quali il posizionamento di case mobili all’interno dei campeggi veniva considerato “nuova edificazione” e per questo soggetto a concessione edilizia o denuncia inizio attività.
Faita FederCamping Trentino ha intavolato una lunga trattativa con la controparte politica, in particolare con gli assessori al turismo e all’urbanistica, e con i funzionari provinciali preposti.
Tutto ciò ha portato all’inserimento nella Legge provinciale 33/1990 dell’articolo 4 bis - di immediata applicazione - il quale stabilisce in maniera chiara e inequivocabile che l’insediamento di case mobili all’interno dei campeggi non necessita di alcuna concessione edilizia o denuncia di inizio attività.
Il Trentino ha risolto il problema una volta per tutte. “Siamo partiti da un caso specifico e abbiamo cercato un confronto proficuo con gli enti preposti” spiega il presidente della Faita FederCamping trentina, Fabio Poletti. “Lo sforzo è stato notevole, ma il risultato raggiunto è ottimo e ci lascia ben sperare anche per le altre parti d’Italia, per le quali l’associazione sta lavorando a livello nazionale. Le dinamiche del mercato ci mostrano che il turismo open air non può più prescindere da case mobili e altre soluzioni abitative confortevoli e moderne: è giusto che la normativa segua queste dinamiche, senza ostacolare lo sviluppo turistico del nostro Paese.”

11.01.2008 Ufficio Stampa Italia Turismo CIDEC
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